Alcuni li chiamano seascrapers, altri waterscrapers ma la sostanza non cambia! Entrambi i nomi sono infatti utilizzati per indicare dei grattacieli veramente unici che svetteranno non nel cuore delle grandi metropoli ma…al centro di mari e oceani!

Ancora in fase di ideazione e progettazione, questi colossi acquatici potrebbero infatti costituire, secondo quanto sostenuto dai ricercatori, la soluzione ideale per il problema del sovrappopolamento delle terre emerse e per la sua più preoccupante diminuzione delle risorse disponibili sul nostro pianeta.

Anche se il loro nome potrebbe indurre a pensare che si tratti di semplici palazzi dall’altezza mozzafiato, queste costruzioni, infatti, sarebbero in realtà in grado di ospitare dei mini centri abitati ,con tanto di case, centri commerciali e aree ricreative.

Un’idea futuristica che, dal canto suo, può giocare una carta davvero importante: quella della sostenibilità!seacarper.jpg 2

 

Questi giganti sarebbero infatti in grado di garantire la propria autosufficienza energetica grazie a delle preziose caratteristiche che gli permetterebbero di usufruire di sole, vento e acqua per produrre energia pulita.

La loro forma gli consente, infatti, di far penetrare la luce del sole anche nei livelli più bassi della struttura per poterla utilizzare al massimo nella produzione di elettricità. Inoltre posizionandole in un luogo ideale, vale a dire un sito che gli permetta di sfruttare le correnti d’altura, potranno usufruire della potenza di queste ultime per lo stesso scopo.

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Per quanto questi programmi possano sembrare frutto di un’utopia fantascientifica sono già in molti gli architetti che si sono lanciati con entusiasmo in questa nuova sfida mettendo a punto progetto che si candidano ad essere una valida soluzione per ciò che riguarda fonti di energia rinnovabili e problema abitativo.

trio serbo

Sarly Andre Bin Sarkum, architetto malese, ha ad esempio progettato un edificio alto ben 381 metri, emerso solo per i suoi due piani superiori, in grado di produrre energia pulita e che ospita sulla sommità un orto in cui verrebbero coltivate frutta e verdura.

E che dire del seascraper del trio serbo composto da Vidojevic, Pucaveric e Pihler? Un complesso galleggiante che non solo è stato pensato per ospitare abitazioni e negozi ma che permetterebbe anche di aspirare i rifiuti dispersi nelle acqua oceaniche e di riciclarli!

Insomma, le idee sono molte e tutte entusiasmanti e ci ricordano che, ancora una volta, l’architettura del futuro parla un linguaggio green!