L’interesse per i materiali naturali ha ormai raggiunto un giro di affari considerevole, che secondo varie stime potrebbe arrivare alla cifra di 234 miliardi di dollari entro il 2019. Proprio per questo la ricerca si sta occupando di approfondire i vantaggi offerti dall’uso di questi materiali nel campo dell’edilizia e del packaging, in particolare per quanto riguarda i funghi: creature tenaci e resistenti, capaci di crescere nelle condizioni più impensate e proliferare anche in ambienti disagevoli. Non tutti sanno che sono anche un collante decisamente efficace e del tutto naturale.

Non stupisce quindi che un gruppo di giovani italiani composto da ingegneri, architetti e da un ricercatore per l’università di Utrecht, abbiano sviluppato questa idea, fondando l’azienda Mycoplast e ideando un nuovo materiale battezzato Mogu, fungo in lingua cinese.

La filosofia dell’azienda è quella dell’economia circolare, e fra le sue proposte vi è quella di sostituire i materiali tradizionali ricavati da fonti fossili con materiali sostenibili e di alto valore aggiunto.

Proprio per questo il nuovo ed innovativo materiale è realizzato con residui agricoli e alimentari, come fondi di caffè, paglia, fieno, segatura “incollati” insieme dai funghi. Si presenta resistente e versatile, ma biodegradabile e compostabile. Il processo alla base della creazione di Mogu non richiede condizioni ambientali spinte, ma solo tempo e un ambiente controllato, riducendo in questo modo anche l’impatto ambientale dell’azienda stessa.

Il principio alla base sfrutta appunto la proprietà aggregante naturale di particolari ceppi fungini su residui agro-industriali sterilizzati a vapore. Una volta attivato il processo di crescita dei funghi, che dura pochi giorni, esso viene bloccato attraverso il calore; il materiale ottenuto diventa così inerte e può essere stampato nella forma desiderata. A seconda del tipo di fungo, di substrato e di trattamenti post crescita, Mogu ha delle caratteristiche leggermente diverse e si adatta a diversi scopi, valorizzando il modo utili e creativo le biomasse di scarto a disposizione.

Ne risulta un biomateriale piacevole al tacco, flessibile, leggero e resistente ad urti e, in alcuni casi, anche a acqua e fuoco, in dipendenza dalle proprietà specifiche del fungo utilizzato. Le sue applicazioni sono praticamente infinite, e comprendono quasi tutto ciò che può essere realizzato con la plastica, ma in modo green.

L’azienda ha in produzione diverse linee di prodotti. Per quanto riguarda la casa, la linea Mogu-home si rivolge alla bioedilizia, producendo pannelli per isolamento termo-acustico, pannelli decorativi o strutturali ed elementi di mobili. In particolare i mobili realizzati con Mogu rimandano indietro nel tempo agli anni ’70, visto che il suo aspetto richiama la formica utilizzata in quel periodo. Ma con la sua versatilità di presta ad ogni tipo di design.

Il Mogu- garden invece si rivolge direttamente all’agricoltura e al giardinaggio con contenitori, vasi e scatole biodegradabili e che possono accompagnare le piante nel loro nuovo habitat. Ad oggi sono oggetto di studio dei vasi biodinamici, che entrano in simbiosi con le piante e si possono pianta nel suolo insieme ad esse. Addio quindi ai rifiuti da smaltire.

Ma l’azienda non si fermerà a questi due settori, avendo molti progetti in cantiere e continuando a sviluppare nuove linee di prodotti, con la variazione del substrato e del tipo di funghi impiegato.