La magia degli Atzechi: le Chinampas

La capitale dell’immenso impero Atzeco, Tenochtitlán non aveva nulla da invidiare alle moderne capitali. Ospitava circa 200.000 persone e i suoi abitanti conducevano uno stile di vita sontuoso e sorprendentemente ben organizzato. La meravigliosa città sorgeva su un’isola nel lago Texcoco, che prima dell’arrivo degli ingegnosissimi Atzechi altro non era che un cumulo di fango. Proprio dal lago che la circondava arrivava la fonte di nutrimento per i cittadini. Come? Grazie alle chinampas, i famosi giardini galleggianti che permettevano di coltivare direttamente sulla superficie del lago.

Ogni appezzamento di terreno era lungo 100 metri e largo 10 e sorgeva su quella che potremmo definire un’enorme zattera fatta di rami intrecciati. Questa sorta di scheletro arboreo sorreggeva una piattaforma di fango e sedimenti, che venivano accumulati a partire dal fondo del lago per arrivare fino alla superficie. Dei salici negli angoli impedivano che la costruzione si spostasse. Fra un appezzamento e l’altro vi era lo spazio sufficiente per far passare le canoe con persone e materiali. Per sviluppare le chinampas gli Atzechi, attentissimi ingegneri, avevano costruito anche un sistema di dighe, che permettevano il travaso dell’acqua in eccedenza in uno degli altri laghi della vallata. In questo modo potevano mantenere il giusto livello l’acqua per permettere alle sementi di crescere.

Cosa si coltivava?

L’alimentazione degli Atzechi comprendeva mais, fagioli, zucche, pomodori, peperoni ma erano anche molto amanti dei fiori, che quindi coltivavano in gran quantità, in chinampas dedicate solo ad essi.

Che fine ha fatto questa invenzione antica eppure così moderna?

Cortez, a capo dell’armata spagnola che invase quelle terre, ordinò che tutti i giardini fossero distrutti e rase al suolo la città dopo un paio di anni dalla conquista. Oggi neanche il lago esiste più, fu prosciugato con l’intento di avere ricche terre fertili a circondare la nuova Città del Messico. Purtroppo l’idea non fu delle più geniali, infatti il lago conteneva alti livelli di sale, che rimasero sul terreno dopo il prosciugamento, rendendolo incoltivabile. Città del Messico fu quindi circondata da un vasto terreno desertico, piuttosto che da terre floride.

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