Piccole ma confortevoli e, soprattutto, economiche ed ecofriendly.

Spopola in tutto il globo la tiny house mania, vale a dire la tendenza a realizzare case di dimensioni ridotte con materiali sostenibili, amiche del portafoglio e dell’ambiente.

L’ispirazione per questo tipo di costruzione affonda le sue radici in un evento tutt’altro che piacevole: il tremendo uragano Katrina che nell’agosto 2005 colpì duramente gli Stati Uniti provocando più di 1800 morti e una quantità altissima di sfollati che in pochi attimi si sono visti privare di ogni loro bene.
Per far fronte a questa drammatica situazione la designer Marianne Cusato ha ideato e progettato i cosiddetti Katrina Cottages, piccoli prefabbricati esteticamente ricercati e confortevoli realizzati nel tentativo di lenire il dramma che un gran numero di persone è stato costretto ad affrontare.tiny house ruote

Il successo di questi Cottages, negli anni successivi, ha spinto molti a riflettere sulla possibilità di costruire abitazioni di dimensioni ridotte e con materiali economici ed ecocompatibili venendo così incontro sia alle esigenze dettate dalla crisi economica che a quelle determinate dalla necessità di salvaguardare il nostro pianeta.

Le dimensioni di queste dimore rimangono prevalentemente comprese tra gli otto e i dieci metri quadrati e i materiali e la forma possono cambiare a seconda di esigenze e desideri andando dalla plastica al legno, dal classico cottage alla capanna. Al suo interno si possono trovare servizi igienici e c’è la possibilità di dotarle di ruote, per trasportarle agilmente ovunque si voglia.

Se in America sono molti i giovani che per risparmiare si rimboccano le maniche e pezzo dopo pezzo tirano su con le loro mani la propria casa in miniatura, per chi preferisce ricorrere all’acquisto la spesa da sostenere non è poi così proibitiva. Ad esempio esiste la possibilità di comprare una Tiny house di 15 mq a circa 24 mila euro, prezzo che comprende anche il trasporto direttamente all’indirizzo indicato.

Ad oggi si può parlare di un vero e proprio fenomeno socio-culturale che ha coinvolto l’intero globo, dagli States all’Europa, dalla Russia al Giappone, nazione nella quale le piccole dimensioni di queste abitazioni tiny house 3sono particolarmente apprezzate in quanto le rendono la soluzione ideale per occupare anche gli spazi prima inutilizzati nelle vie delle città, come è avvenuto nel caso di Tokyo.

Per quanto riguarda il nostro paese la sfida di una casa in miniatura ha appassionato anche il grande architetto Renzo Piano che ha realizzato il modello Diogene (nome ispirato dal filosofo greco che trascorse la sua vita in una botte), super piccolo e super sostenibile: 2,4 metri quadrati di legno e alluminio dotati di pannelli solari, cellule fotovoltaiche e cisterna per la raccolta dell’acqua piovana!

Per chi poi volesse provare un’esperienza veramente unica a Bologna, la New Nest di Moneterenzio ha immesso sul mercato delle tiny house sospese da terra che offrono la possibilità di vivere il sogno delle casa sull’albero che molti di noi conservano sin da bambini anche se in questo caso il prezzo è più alto rispetto a quelli di una tradizionale mini case aggirandosi intorno ai 55 mila euro di spesa.