Nella celebre favola dei tre porcellini, uno dei fratellini a soccombere al terribile soffio del lupo era quello che aveva costruito la propria casa con la paglia, considerato materiale poco solido e insicuro per antonomasia.
Tuttavia di tempo ne è passato da quando la tradizionale storia venne alla luce e oggi la paglia si è riscoperta come mezzo saldo e affidabile per costruire abitazioni non solo sicure ma anche ecofrendly.17857352_10212529268337570_139892330_n

In provincia di Brescia, nello specifico nell’area di Brione, l’architetto Nino Franzoni sta infatti ultimando una casa di paglia, una costruzione sostenibile, realizzata in perfetta armonia con l’ambiente circostante e dotata di straordinarie caratteristiche che la rendono un’esemplare green davvero unico nel suo genere.
In realtà, come spiega lo stesso architetto, si tratta di una materiale che già gode di un discreto successo all’estero: “La paglia all’estero è impiegata da secoli nella costruzione di abitazioni e sta prendendo piede anche in Italia, oltre a essere un materiale di scarto, che deriva dallo stelo dei cereali e verrebbe altrimenti impiegato solo per le lettiere degli animali, è altamente isolante”.

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Si tratta nello specifico di una struttura costruita grazie a mattoni di paglia pressata e di colonne portanti in legno. L’impianto di paglia e legno è poi rivestito all’interno di creta cruda, mentre l’esterno è ricoperto di calce. Questi particolari materiali garantiscono una buona conservazione di calore permettendo di risparmiare notevolmente sulle risorse necessarie al riscaldamento dell’edificio, grazie anche all’installazione di grandi vetrate posizione a sud “che permettono di assorbire quanto più sole possibile nel periodo invernale, mentre durante l’estate vengono schermate per garantire una certa frescura”, ha dichiarato il progettista.
Come se non bastasse la sostenibilità della casa è garantita da un sistema di recupero dell’acqua piovana messo a punto grazie ad una cisterna capace di contenere ben 12 litri, in modo da poter utilizzare tutto il liquido raccolto per qualsiasi necessità domestica.
L’elettricità? Ovviamente autoprodotta per mezzo di un impianto fotovoltaico da 6 kilowatt posto sulla copertura dell’edificio, strategicamente inclinata a sud.
I costi di realizzazione sono simili a quelli di una normale abitazione anche se le bollette saranno sicuramente più leggere e il pianeta ringrazierà, senza contare la meravigliosa veduta che ogni giorno si potrà godere sulle splendide terre della Franciacorta!